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lunedì 12 settembre 2016

Una settimana di ordinaria follia nel verminaio social

I pensierini dei novizi mâitre à penser additivati, da quelli col cuore benpensante ma indignato, “puri e candidi gigli di campo”, a quelli altrettanto sfacciati che vogliono trovare la quadra tra la loro bandierina sulla bacheca e le grossolane vignette di Charlie Hebdo, sembrano riempire le tristi giornate dell’internauta smanettone di un vuoto sollazzante.

mercoledì 31 agosto 2016

Lo Stato pachidermico e la razionalità del ciuccia-schei


Per lo stato è assolutamente necessario che nessuno abbia una volontà propria e, se qualcuno dimostra di averla, lo Stato deve escluderlo; se tutti dimostrassero di averla, essi abolirebbero lo Stato. (…) chi, per sussistere, deve contare sulla mancanza di volontà degli altri, è un prodotto mal fatto di questi altri
M. Stirner

Lo Stato, come lascia sommariamente trasparire lo stesso termine, non è in fondo altro che l’ennesimo tentativo di rendere statico, fisso ed immutabile, ciò che appartiene invece ad una condizione di irriducibilità - in fieri-: la vita stessa nella sua ondivaga ed insopprimibile problematicità divenente. 
E’ l’asfissiante e pachidermica macchina tecnocratica statale, che pretende di penetrare in ogni ambito privato per ordinare e legiferare pure nelle pieghe personali dell’intimità, che ha trovato la propria convinta rappresentazione in Hegel, legittimandosi poi grazie alla Rivoluzione francese, quella “salvifica” esportata sulla punta delle baionette dal rentier Napoleone.

giovedì 30 giugno 2016

Calenda, il Ttip e il vuoto democratico

La politica e il fato dell'umanità vengono forgiati da uomini privi di ideali e grandezza. Gli uomini che hanno dentro di sé la grandezza non entrano in politica
A Camus

Il Presidente dell’iperbolico dinamismo, futurista del vapore, del fare a qualsiasi costo, “tanto per fare”, è riuscito, a suon di spasmi e piroette istituzionali, persino a “cambiare verso” al celebre adagio popolare - una ne pensa e cento ne fa -.
Il Premier Renzi rantola, decide, stabilisce compulsivamente, ma non sono sempre chiare, a dirla tutta, le cause che presiedono ad un decisionismo che sembra ormai solo una macchietta da sponsorizzare, un tic improvvido, un proustiano riflesso involontario.

lunedì 20 giugno 2016

Monti, tra democrazia e demos-copia

Ci si può imbottire di massicce dosi di Valium e di Tavor per tentare, soporiferamente, di parare i prevedibili colpi dell’isteria e del raptus incalzante, tuttavia, per porsi nei confronti delle sparate di Mario Monti servirebbe in seconda battuta un appuntamento mistico da un buon frate confessore.
Anche stavolta, il “rettorico” ex Premier, osservando con la classica arguzia che contraddistingue l’empirismo del bocconiano disincantato, spara a zero contro la nuova piaga d’Egitto, la ferale Brexit: “non sono d’accordo con chi dice che questo referendum è una splendida forma di espressione democratica”.

venerdì 13 maggio 2016

La libertà e lo stato di diritto in Max Stirner

Il filosofo tedesco Max Stirner non ciurla nel manico, non è tipo da andarci tanto alla leggera, la sua filosofia non è una filosofia per cuori deboli e accademici patinati, la sua è una “filosofia fatta con il martello”.
Per il suo pensiero, "la mia libertà finisce dove inizia la mia potenza”, ma tuttavia - dice il filosofo di Bayreuth - sarebbe stolto pensare che non esista alcuna potenza superiore alla propria. Cambia, semmai, l’atteggiamento che l’uomo contemporaneo ha assunto verso le nuove potenze. Le chiama, con una certa spocchia di benemerenza: disciplina, rettitudine, “stare al proprio posto”, meglio se a 90 gradi e con la vaselina a portata di mano.

venerdì 22 aprile 2016

In Italia abbiamo la libertà d'informazione che ci meritiamo

Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire
G. Orwell

“In tutto il mondo la libertà di stampa è in consistente e preoccupante declino”. Così esordisce la relazione di RSF (Reporters Sans Frontiers) sulla libertà di stampa nel mondo che, anche quest’anno, arriva puntuale coi suoi titoli meritori e con le sue stroncature. L’Italia, come sempre da quando esistono queste rilevazioni, non brilla in libertà d'informazione. Anzi, peggioriamo persino di qualche posizione rispetto all’anno scorso, passando dalla 73° alla 77° posizione.

domenica 17 aprile 2016

Referendum e trivelle: qualche cinica considerazione

  
L’occidente, almeno nell’appallante ed ormai vintage storia del suo pensiero, ha sempre visto nella logica un cardine a cui riferire le proprie azioni. Oggi, non sembra essere più così, specie in Italia. In tal senso non si capisce come da una parte le Regioni vengono nobilitate al rango senatorio dalla nuova legge costituzionale, tant’è che si parla persino di un Senato delle Regioni (74 senatori su 100 saranno infatti Consiglieri regionali), mentre dall’altra vengono invece sdegnate quando una decina di esse decidono di mettere il bastone tra le ruote al Governo Renzi chiedendo un referendum per l’abrogazione di una norma contenuta nello “sblocca Italia”. Misteri del logos-pensiero.

Voto o astensione? Le inquietudini del “giovine” Renzi

Aristotele e il suo principio di non contraddizione non hanno mai, evidentemente, fatto visita al premier Renzi. Come la pletora di parlatori e ventriloqui che si muovono grottescamente sulla scena politica da anni, anche l’ormai ex rottamatore Renzi sembra aver imparato bene la lezione della  “ragion di Stato” (non quella machiavellica, bensì quella contemporanea dell'"esclusiva" conservazione del proprio status quo). Non si capisce infatti come Renzi possa affermare che “fuggire dal dibattito denota mancanza di serietà”, in merito alla votazione sul disegno di legge costituzionale, e contemporaneamente non andare a votare al referendum abrogativo sulle trivellazioni in mare. Il voto, evidentemente, piace solo se scontato, favorevole e compiacente.

venerdì 1 aprile 2016

La rivoluzione del popolo?

Lo annunciava già Nietzsche nella sua Genealogia della morale, l’”odio nato dall’impotenza” si manifesta spesso in crudeltà ed efferatezza. I non privilegiati, risentiti verso la ricchezza e la potenza delle classi apicali, non sono infatti quasi mai animati da un ideale di giustizia o da alti principi morali, ma semplicemente dal desiderio di partecipare al godimento di quei privilegi da cui sono rimasti esclusi. Vorrebbero, insomma, sostituire quegli “ordini” sociali per fare le stesse cose che nella loro condizione di sudditanza disprezzavano. Magari assumendo, come spesso accade quando i “poveri” fanno qualche passo in avanti verso il potere, un atteggiamento ancor più intransigente verso quelli che sono rimasti indietro.

martedì 5 gennaio 2016

La democrazia dei cittadini social: écrasez l’infâme

ciò che è comune ha sempre avuto poco valore.
F. W. Nietzsche

Non se ne può davvero più! “I politici hanno rovinato l’Italia e anche la mia storia coniugale”, “sono strapagati, viziati e privilegiati, collusi e corrotti”, grumi ed incrostazioni che si sono aggrappate sempre più al potere creando consorterie difficilmente estirpabili (eppure, fino a qualche tempo fa, quello stesso cittadino incollerito che oggi vomita bile, non senza ragioni peraltro, sarebbe probabilmente stato in prima fila a stendere il tappeto rosso per gli onorevoli della DC o del PCI, quando, per ottenere consensi ed ingrassare nuove clientele, facevano qualche scampagnata fuori palazzo. Chissà se l’odierna malpolitica risulterebbe digeribile dalla contemporanea plebs frumentaria se questa ottenesse, come spesso accadeva all’epoca, qualcosa in cambio… dal panem et circenses di Giovenale all’i-pad e circo-nvenzione del Governo trendy… il passo è breve).

mercoledì 2 dicembre 2015

Il Governo Renzi, le mance e il nuovo Giovenale


Il Primo Ministro Matteo Renzi, dopo i tragici avvenimenti di Parigi, annuncia un pacchetto di misure straordinarie contro il terrorismo. La confezione pre-natalizia prevede anche un bonus di 500 euro per tutti i neodiciottenni che si affacciano alla vita democratica, utilizzabili per l’acquisto di materiale culturale (libri, dvd, ingressi a concerti, teatri, cinema… non è ancora chiaro, ad esempio, se le megaproduzioni hollywoodiane, quelle farcite da effetti speciali per non far calare l’attenzione dell’apprendista elettore, meglio se di fattura Marvel, saranno considerate a tutti gli effetti lievito capace d’incoraggiare la crescita civile e critica dei novizi cittadini consapevoli, nonché la loro attitudine alla pace).

martedì 1 settembre 2015

Il settore terziario: serviti e contenti

In Italia, e più genericamente in tutti i paesi “civili” occidentali, il settore terziario (quello che si riferisce ai servizi) vale oltre il 75% del Pil. Si viaggia quindi, seppur con qualche battuta d’arresto provocata dalla crisi economica incalzante, verso un mondo dominato, in qualsiasi ambito dell’esistenza, da nuove e sempre più professionali baby-sitter. C’è da chiedersi, a tal proposito, se quest’ipertrofia di servizi sia davvero una conquista sociale, di civiltà, morale (“autonomo” e “morale” sono due termini che si escludono a vicenda), o se sia invece una nuova rivisitazione di Blade Runner, che serve forse altri interessi più nascosti e pericolosi.

martedì 30 giugno 2015

Democrazia express: il caso Grecia

Nella ricerca di un potere giusto per la sua kallipolis, Platone critica sia il sistema di potere democratico, sia quello oligarchico. La democrazia, diceva ne La Repubblica, si riferisce ad un governo d’incompetenti e inabili, di masse intellettualmente minorenni che avrebbero bisogno di una guida che dica loro cosa fare per sgravarle così da tutte quelle responsabilità che non vogliono assumere individualmente. Più che una critica tout court, l’immagine disegnata da Platone in tempi non sospetti, sembra invece una profezia.

giovedì 7 maggio 2015

I cittadini addormentati

Quella che abbiamo conosciuto dall’epoca delle “Grandi Rivoluzioni” in avanti, è spesso stata una democrazia spuntata, che teneva maggiormente in considerazione la conservazione del proprio potere e non invece, come sarebbe stato logico sospettare, l'agevolazione verso una crescente considerazione del bene comune (le regole democratiche, a ben vedere, sono semplici escamotages per favorire una parte - partito - a scapito di tutti gli altri cittadini che non "parte-cipano" a quella "particolare" oligarchia).
L'assolutismo democratico, infatti, ha spesso mascherato sotto il velo delle fittizie libertà gl’interessi dei soliti noti, dei potentati, delle lobby, dei grumi di potere e degli status quo acquisiti. Ma quanto ha influito il popolo - diventato nel frattempo cittadino senza saperlo - nel permettere a questi "pochi" di continuare ad esercitare i propri interessi "particolari"?

giovedì 30 aprile 2015

Se lo fa lo Stato è un diritto


La Corte dei diritti umani europea, con un poco rassicurante ritardo, ha stabilito che il blitz delle “forze dell’ordine” alla scuola Diaz nel 2001 “deve essere qualificato come tortura”. L’Europa, seppur quella dei tecnocrati al di sopra di ogni vincolo popolare, condanna quindi l'Italia, ma non lo fa esclusivamente per quell’episodio specifico.

martedì 21 aprile 2015

Nuove regole per andare in pensione: vivere male per morire peggio

L’età pensionabile, dopo l’ormai celebre riforma Fornero, si alza di nuovo. Sale di poco, giusto 4 mesi, grazie all’adeguamento dei requisiti previdenziali all’aspettativa media di vita introdotto da una legge del 2010 che avrà cadenza triennale (Governo Berlusconi). Nel buio periodo medievale, ovviamente, non c’erano assicurazioni, né tantomeno quelle pensioni oggi tanto “care” alle sempre più smunte casse dell’INPS.

mercoledì 15 aprile 2015

Il sogno democratico rassomiglia ad un incubo


A furia di raccontare favole per il solo gusto di crederle poi vere, si finisce inesorabilmente per perdere qualsiasi contatto con la realtà. E’ il vizio celato, ma nemmeno troppo bene, dell’occidente, ovvero quello di credersi, per dirla con l’ottuso Fukuyama, “il migliore dei mondi possibili”, e così anche l’unico ammissibile, concepibile, tollerabile, degno, in cui finalmente si è compiuta la suprema volontà dell’uomo: il progresso e la democrazia.

venerdì 27 marzo 2015

Divagazioni su Nietzsche e "idee moderne": la morale degli schiavi

La morale degli schiavi

Il resto è semplicemente l’umanità. - Si deve essere superiori all’umanità per forza, per altezza d’animo – per disprezzo…
F. W. Nietzsche

La democrazia, dimenticando per un attimo il malinteso storico di Pericle, fiorisce sulle sponde delle colonie americane a cavallo tra XVII e XVIII secolo. Alexis de Tocqueville ne descrive scrupolosamente il carattere originario: “la pigrizia e l’ubriachezza vi sono severamente punite (…) proibisce l’uso del tabacco (…) costringe ad assistere al servizio divino (…) la frusta punisce la menzogna quando può nuocere (…) nel 1649 si formò a Boston una associazione solenne avente per scopo di prevenire il lusso mondano dei capelli lunghi”. 

Si sa, il proibizionismo è sempre piaciuto a chi vuole sorvegliare e punire una libertà da cui si sente minacciato, specie a quelle latitudini, ad ogni modo, pare che l’animo tirannico dei travagliati inizi dell’epopea democratica abbia persino superato le fantasie e le perversioni di qualche signorotto feudale europeo. A noi però non interessa l’aspetto meramente politico ed istituzionale, bensì quella sfera più sottile ed altrettanto indecifrabile che pertiene forse esclusivamente ad una sensazione. Morale e filosofica, direbbe forse, non a torto, qualcuno. “Democratico”, in tal senso, è quindi solo l'ennesimo aggettivo che qualifica la possibilità di un’opportunità, quel bisogno che spinge l’uomo ad avvicinarsi al proprio prossimo per occultare nella “comunità” i demoni della propria “singolarità”, quello che Nietzsche chiama “ironicamente”: ”immeschinimento dell’uomo, un suo mediocrizzarsi e invilirsi”.

giovedì 12 marzo 2015

Moralisti a stelle e strisce

Spendere è molto più americano di pensare
Andy Warhol 

La morale a stelle e strisce pare rifarsi a rigidi schemi di comportamento. D’accordo col calvinismo da cui hanno sviluppato il loro inscalfibile imperio, sembrano aver conservato ancora oggi il loro fondamentalismo democratico.
Una democrazia talmente infallibile e sicura, quella statunitense, da mettere a fondamento dei diritti di ognuno il credo nell’autodifesa violenta (così è meglio che anche Dio ci pensi bene prima di cambiare eventualmente il proprio popolo prediletto. Chissà, è forse in questa corsa alle garanzie se, in tema di popolo prescelto, i puritani hanno ben pensato di ospitare la comunità ebraica più potente e numerosa).

martedì 10 marzo 2015

Calvino globale: la “testa rotonda” del numero uno

La tendenza generale del mondo è quella di fare della mediocrità la potenza dominante.
J. S. Mill

Gli Stati Uniti sono un paese bizzarro, talmente strampalato che qualsiasi tentativo d’interpretarne l’indole profonda potrebbe persino risultare stucchevole. Nascono grazie all’eterogenea e costante immigrazione europea, quella fatta da uomini che spesso in Europa non trovavano più spazio per esercitare la propria ambigua idea di “libertà”: puritani, evangelisti, presbiteriani, quaccheri, mormoni, battisti e calvinisti. Questi nuovi pylgrim, costretti a fuggire dalle terre natie proprio in virtù di quell’incompatibilità d’ideali e pratiche, perlopiù religiose, portarono sulla nuova Terra Promessa anzitutto la devozione a quei comandamenti morali. Gli stessi cardini etici che fecero nascere e poi sviluppare l’“autentica” e “sacra” idea di libertà che ha fondato, almeno nei presupposti, l’odierna american way of life, quella che vuole altruisticamente fare proseliti, evangelizzare, anche attraverso l’uso “giustificato” della forza militare.