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venerdì 13 maggio 2016

La libertà e lo stato di diritto in Max Stirner

Il filosofo tedesco Max Stirner non ciurla nel manico, non è tipo da andarci tanto alla leggera, la sua filosofia non è una filosofia per cuori deboli e accademici patinati, la sua è una “filosofia fatta con il martello”.
Per il suo pensiero, "la mia libertà finisce dove inizia la mia potenza”, ma tuttavia - dice il filosofo di Bayreuth - sarebbe stolto pensare che non esista alcuna potenza superiore alla propria. Cambia, semmai, l’atteggiamento che l’uomo contemporaneo ha assunto verso le nuove potenze. Le chiama, con una certa spocchia di benemerenza: disciplina, rettitudine, “stare al proprio posto”, meglio se a 90 gradi e con la vaselina a portata di mano.

giovedì 17 marzo 2016

La Tim vuole liberarti dalla libertà

C’era da giurarci. Ormai, lasciata definitivamente ogni velleità di comunicare, incapaci di soffermarci su tutto ciò che non transita, velocissimo, sotto ai nostro occhi disabituati alla comprensione, non capiamo più neppure gli spot che di quel genere di comunicazione sono la punta di lancia. In fondo McLuhan, nella sua fredda analisi, ci aveva visto probabilmente lungo: "le società sono sempre state modellate più dal tipo dei media con cui gli uomini comunicano che dal contenuto della comunicazione".

venerdì 26 giugno 2015

Perché le catene sono meglio della libertà?


L’aggressione a un capotreno e a un macchinista alla fermata della stazione di Villapizzone ha sollevato un polverone. Giovedì scorso una pandilla (banda di strada) di salvadoregni ha  aggredito a colpi di machete un capostazione rischiando di fargli perdere un braccio. L’evento, dalle poco vaghe tinte splatter, non è solo l’ennesima occasione per riflettere sullo sgangherato sistema giudiziario italiano o sul pericolo dei nuovi appestati che si ostinano a riversarsi sulle coste del Belpaese anche nel periodo balneare. Ciò che è accaduto a Milano, può essere anche preso esemplarmente come un’ulteriore occasione per riflettere sulle preferenze dell’essere umano. In Italia, atavicamente, siamo troppo impegnati ad azzuffarci tra di noi per accorgerci di cosa capita fuori dai confini patri.

martedì 25 febbraio 2014

I “democratici” hanno il popolo che si meritano…


Già da un pezzo, da quando non usiamo più vendere i voti, il popolo non si preoccupa più di nulla (...) ora se ne infischia e due cose soltanto desidera ansiosamente: pane e giochi.
Giovenale

Persiste ancora nel “democratico” tout court una “catoniana” convinzione. Un pregiudizio che non viene manifestato smaccatamente, ma che tuttavia sotto sotto, allusivamente ma nemmeno troppo, fa ormai parte del suo corredo antropologico. Da dove attinga tale convinzione non è dato di sapere. Loro si credono migliori della controparte elettorale a priori.
A furia di rappresentarla caricaturalmente, screditandola con presunzione - almeno fino a quando quella “cortesia” non si strozza in gola, ricacciata nello stomaco dalle disfatte elettorali -, hanno ottenuto un risultato opposto all'intenzione. L’elettore “berlusconiano” per costoro è un cittadino di serie B, sempre “a traino” del proprio “pastore”, servile e zelante: una rappresentazione un po’ sbiadita di quel “popolo bue” che ricompare come un’eco dal medioevo.

venerdì 22 novembre 2013

La filosofia morale del cinico pirrone


Per l’uomo naufragato nell’esistenza, sempre più immerso nell’abisso delle ruzzolanti maree, in attesa continua di una nuova deriva, cosa potrebbe rappresentare la vita, quest’eco che rimbomba nel silenzio dello spazio vuoto che lo abita?
Da quando l’uomo ha calpestato la polvere di questo mondo, nella notte dei tempi, sembra abbia usato ogni briciolo di forza ed ogni goccia d’ingegno per distrarsi dalla vita a cui il suo “essere al mondo” lo richiamava insistentemente.

martedì 12 novembre 2013

Libertà dei palloncini ad elio e filosofia


Tutti i guai dell’uomo derivano dal fatto che non sa stare un giorno intero nella sua stanza.
B. Pascal


Talvolta la premessa qualifica, sino ad assorbirne la portata, persino il successivo contenuto. 
Circonfusa con esso finisce per appesantirsi in un abbraccio.
Una dichiarazione d’intenti non potrebbe probabilmente esordire in maniera peggiore. Sfumando nell’implicito, anziché promuovere una chiarezza tale da essere facilmente accessibile.