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venerdì 16 maggio 2014

Assolutismo di Stato e totalitarismo democratico


Si chiama Stato il più gelido di tutti i gelidi mostri. Esso è gelido anche quando mente; e questa menzogna gli striscia fuori di bocca: “Io, lo Stato, sono il popolo
F. W. Nietzsche

Almeno moralmente, la favola sulla nascita dello Stato di hobbesiana memoria, risulta verosimile. Che il bellum omnium contra omnes abbia spinto, per viltà, paura e necessità, i singoli ad unirsi in un corpus comune per pacificare gl’istinti volitivi, sembra qualcosa più di una remota supposizione etica. Ad ogni modo la nascita di uno Stato assoluto, quella che taluni vedono intrinseca alle Signorie italiane del XIV secolo, mentre altri invece rintracciano nell’assolutismo monarchico del XVI secolo, non pare oggi una tematica particolarmente sentita.

lunedì 27 gennaio 2014

Il potere Carlo Magno e lo “stato” di potere


Per lo stato è assolutamente necessario che nessuno abbia una volontà propria e, se qualcuno dimostra di averla, lo Stato deve escluderlo; se tutti dimostrassero di averla, essi abolirebbero lo Stato. (…) chi, per sussistere, deve contare sulla mancanza di volontà degli altri, è un prodotto mal fatto di questi altri.
M. Stirner

Lo Stato, come lascia sommariamente intravedere lo stesso termine, non è in fondo altro che l’ennesimo tentativo di rendere statico, fisso ed immutabile, ciò che appartiene invece ad una condizione di irriducibilità - in fieri-: la vita stessa nella sua selvaggia ed insopprimibile problematicità divenente di cui esso diventa così mortale nemico. L’asfissiante e pachidermica macchina tecnocratica statale, che pretende di entrare in ogni ambito privato per ordinare e legiferare pure nelle pieghe personali dell’intimità, quella che ha trovato la propria convinta rappresentazione in Hegel, legittimandosi poi grazie alla Rivoluzione francese, quella “salvifica” esportata sulla punta delle baionette dal rentier Napoleone.

venerdì 22 novembre 2013

La filosofia morale del cinico pirrone


Per l’uomo naufragato nell’esistenza, sempre più immerso nell’abisso delle ruzzolanti maree, in attesa continua di una nuova deriva, cosa potrebbe rappresentare la vita, quest’eco che rimbomba nel silenzio dello spazio vuoto che lo abita?
Da quando l’uomo ha calpestato la polvere di questo mondo, nella notte dei tempi, sembra abbia usato ogni briciolo di forza ed ogni goccia d’ingegno per distrarsi dalla vita a cui il suo “essere al mondo” lo richiamava insistentemente.

martedì 12 novembre 2013

Libertà dei palloncini ad elio e filosofia


Tutti i guai dell’uomo derivano dal fatto che non sa stare un giorno intero nella sua stanza.
B. Pascal


Talvolta la premessa qualifica, sino ad assorbirne la portata, persino il successivo contenuto. 
Circonfusa con esso finisce per appesantirsi in un abbraccio.
Una dichiarazione d’intenti non potrebbe probabilmente esordire in maniera peggiore. Sfumando nell’implicito, anziché promuovere una chiarezza tale da essere facilmente accessibile.