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martedì 17 maggio 2016

Orwell, il grande fratello e l'uomo fotomodello

Ciò che le masse pensano o non pensano incontra la massima indifferenza. A loro può essere garantita la libertà intellettuale proprio perché non hanno intelletto
G. Orwell

L’uomo contemporaneo, stemperato dalla liquidità insapore del postmoderno, sembra vivere una cosmica solitudine senza fine. Come l'individuo massificato dei tableaux parisiens che "non sa popolare la propria solitudine e non sa di essere solo nemmeno in mezzo alla folla", anche l'essere spettrale delle brume e delle caligini coeve non riesce a ritagliarsi uno spazio in cui alleggerirsi della propria fisiologica solitudine.

venerdì 13 maggio 2016

La libertà e lo stato di diritto in Max Stirner

Il filosofo tedesco Max Stirner non ciurla nel manico, non è tipo da andarci tanto alla leggera, la sua filosofia non è una filosofia per cuori deboli e accademici patinati, la sua è una “filosofia fatta con il martello”.
Per il suo pensiero, "la mia libertà finisce dove inizia la mia potenza”, ma tuttavia - dice il filosofo di Bayreuth - sarebbe stolto pensare che non esista alcuna potenza superiore alla propria. Cambia, semmai, l’atteggiamento che l’uomo contemporaneo ha assunto verso le nuove potenze. Le chiama, con una certa spocchia di benemerenza: disciplina, rettitudine, “stare al proprio posto”, meglio se a 90 gradi e con la vaselina a portata di mano.

venerdì 6 maggio 2016

Amor fati e Nietzsche

Ci sono cose, concetti, specie se profondi, morali, filosofici a modo loro, che non si possono spiegare a parole. L’amor fati di Nietzsche è una di queste laviche ed ondivaghe sensazioni, esclusivamente umane, che non si possono decifrare – alla faccia degli psicanalisti con-prendoni! – attraverso strumenti disumanizzanti quali l’analisi, ovvero la scomposizione dell’intero in-dividuum in sezioni di sé riducibili a protocolli e a schemi ideati da qualche etnologo bontempone, né tantomeno attraverso l’oggettiva speculazione razionale. L’amor fati è piuttosto un gusto, sottilissimo e spesso inafferrabile.

lunedì 4 aprile 2016

Le metropoli e la vita dello spirito: da Simmel ai centri commerciali

La modernità è l’epoca in cui il mutamento si fa norma e tutto ciò che è solido si dissolve nell’aria.
G. Simmel

La metropoli non è una dimensione abitativa spersonalizzante, né una gelida città senza confini. La metropoli è piuttosto uno stato metafisico che ha assorbito lo spirito dell’uomo sino a renderlo apolide: senza una patria esistenziale a cui riferirsi come abitante, è ridotto a confondersi anonimamente nella vastità silenziosa di una sterminata folla di uomini e di prodotti.   
Un po’come L’uomo della folla narrato da Poe aspira a tutti i germi e ad ogni effluvio della vita per curiosità, oggi persino quel desiderio di cosmopolitismo viene a mancare, stritolato da una velocità che non permette nemmeno più di contemplare l’informe folla spersonalizzata dalla vetrina di un café parigino.

mercoledì 10 febbraio 2016

Bourget e decadenza: come capire la filosofia della crisi

Chi non vede più connessioni, più alcuna traccia di un sistema, può ancora procedere solo per episodi
G. Benn

Paul Bourget, sul finire del XIX secolo, descrisse la transizione “stilistica” che dal tardo romanticismo francese alla modernità ha interessato il progresso del “genere letterario”, e vide in quelle tendenze che vanno via via plasmando la letteratura decadentista (quelle di cui Nietzsche ebbe a dire: “stili della decadenza: la frase singola diventa sovrana, la subordinazione e coordinazione diventa causale. Bourget”), il riflesso delle trasformazioni che stanno riguardando l’intero corpus della società.

venerdì 22 novembre 2013

La filosofia morale del cinico pirrone


Per l’uomo naufragato nell’esistenza, sempre più immerso nell’abisso delle ruzzolanti maree, in attesa continua di una nuova deriva, cosa potrebbe rappresentare la vita, quest’eco che rimbomba nel silenzio dello spazio vuoto che lo abita?
Da quando l’uomo ha calpestato la polvere di questo mondo, nella notte dei tempi, sembra abbia usato ogni briciolo di forza ed ogni goccia d’ingegno per distrarsi dalla vita a cui il suo “essere al mondo” lo richiamava insistentemente.