Per lo stato è assolutamente necessario
che nessuno abbia una volontà propria e, se qualcuno dimostra di averla, lo
Stato deve escluderlo; se tutti dimostrassero di averla, essi abolirebbero lo
Stato. (…) chi, per sussistere, deve contare sulla mancanza di volontà degli
altri, è un prodotto mal fatto di questi altri
M. Stirner
Lo Stato,
come lascia sommariamente trasparire lo stesso termine, non è in fondo altro
che l’ennesimo tentativo di rendere statico, fisso ed immutabile, ciò che
appartiene invece ad una condizione di irriducibilità - in fieri-:
la vita stessa nella sua ondivaga ed insopprimibile problematicità
divenente.
E’ l’asfissiante e pachidermica macchina
tecnocratica statale, che pretende di penetrare in ogni ambito privato per
ordinare e legiferare pure nelle pieghe personali dell’intimità, che ha trovato la propria convinta
rappresentazione in Hegel, legittimandosi poi grazie alla Rivoluzione francese,
quella “salvifica” esportata sulla punta delle baionette dal rentier Napoleone.