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lunedì 20 giugno 2016

Monti, tra democrazia e demos-copia

Ci si può imbottire di massicce dosi di Valium e di Tavor per tentare, soporiferamente, di parare i prevedibili colpi dell’isteria e del raptus incalzante, tuttavia, per porsi nei confronti delle sparate di Mario Monti servirebbe in seconda battuta un appuntamento mistico da un buon frate confessore.
Anche stavolta, il “rettorico” ex Premier, osservando con la classica arguzia che contraddistingue l’empirismo del bocconiano disincantato, spara a zero contro la nuova piaga d’Egitto, la ferale Brexit: “non sono d’accordo con chi dice che questo referendum è una splendida forma di espressione democratica”.

venerdì 22 aprile 2016

In Italia abbiamo la libertà d'informazione che ci meritiamo

Se la libertà di stampa significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire
G. Orwell

“In tutto il mondo la libertà di stampa è in consistente e preoccupante declino”. Così esordisce la relazione di RSF (Reporters Sans Frontiers) sulla libertà di stampa nel mondo che, anche quest’anno, arriva puntuale coi suoi titoli meritori e con le sue stroncature. L’Italia, come sempre da quando esistono queste rilevazioni, non brilla in libertà d'informazione. Anzi, peggioriamo persino di qualche posizione rispetto all’anno scorso, passando dalla 73° alla 77° posizione.

domenica 17 aprile 2016

Referendum e trivelle: qualche cinica considerazione

  
L’occidente, almeno nell’appallante ed ormai vintage storia del suo pensiero, ha sempre visto nella logica un cardine a cui riferire le proprie azioni. Oggi, non sembra essere più così, specie in Italia. In tal senso non si capisce come da una parte le Regioni vengono nobilitate al rango senatorio dalla nuova legge costituzionale, tant’è che si parla persino di un Senato delle Regioni (74 senatori su 100 saranno infatti Consiglieri regionali), mentre dall’altra vengono invece sdegnate quando una decina di esse decidono di mettere il bastone tra le ruote al Governo Renzi chiedendo un referendum per l’abrogazione di una norma contenuta nello “sblocca Italia”. Misteri del logos-pensiero.

Voto o astensione? Le inquietudini del “giovine” Renzi

Aristotele e il suo principio di non contraddizione non hanno mai, evidentemente, fatto visita al premier Renzi. Come la pletora di parlatori e ventriloqui che si muovono grottescamente sulla scena politica da anni, anche l’ormai ex rottamatore Renzi sembra aver imparato bene la lezione della  “ragion di Stato” (non quella machiavellica, bensì quella contemporanea dell'"esclusiva" conservazione del proprio status quo). Non si capisce infatti come Renzi possa affermare che “fuggire dal dibattito denota mancanza di serietà”, in merito alla votazione sul disegno di legge costituzionale, e contemporaneamente non andare a votare al referendum abrogativo sulle trivellazioni in mare. Il voto, evidentemente, piace solo se scontato, favorevole e compiacente.

venerdì 1 aprile 2016

La rivoluzione del popolo?

Lo annunciava già Nietzsche nella sua Genealogia della morale, l’”odio nato dall’impotenza” si manifesta spesso in crudeltà ed efferatezza. I non privilegiati, risentiti verso la ricchezza e la potenza delle classi apicali, non sono infatti quasi mai animati da un ideale di giustizia o da alti principi morali, ma semplicemente dal desiderio di partecipare al godimento di quei privilegi da cui sono rimasti esclusi. Vorrebbero, insomma, sostituire quegli “ordini” sociali per fare le stesse cose che nella loro condizione di sudditanza disprezzavano. Magari assumendo, come spesso accade quando i “poveri” fanno qualche passo in avanti verso il potere, un atteggiamento ancor più intransigente verso quelli che sono rimasti indietro.

martedì 5 gennaio 2016

La democrazia dei cittadini social: écrasez l’infâme

ciò che è comune ha sempre avuto poco valore.
F. W. Nietzsche

Non se ne può davvero più! “I politici hanno rovinato l’Italia e anche la mia storia coniugale”, “sono strapagati, viziati e privilegiati, collusi e corrotti”, grumi ed incrostazioni che si sono aggrappate sempre più al potere creando consorterie difficilmente estirpabili (eppure, fino a qualche tempo fa, quello stesso cittadino incollerito che oggi vomita bile, non senza ragioni peraltro, sarebbe probabilmente stato in prima fila a stendere il tappeto rosso per gli onorevoli della DC o del PCI, quando, per ottenere consensi ed ingrassare nuove clientele, facevano qualche scampagnata fuori palazzo. Chissà se l’odierna malpolitica risulterebbe digeribile dalla contemporanea plebs frumentaria se questa ottenesse, come spesso accadeva all’epoca, qualcosa in cambio… dal panem et circenses di Giovenale all’i-pad e circo-nvenzione del Governo trendy… il passo è breve).

mercoledì 2 dicembre 2015

Il Governo Renzi, le mance e il nuovo Giovenale


Il Primo Ministro Matteo Renzi, dopo i tragici avvenimenti di Parigi, annuncia un pacchetto di misure straordinarie contro il terrorismo. La confezione pre-natalizia prevede anche un bonus di 500 euro per tutti i neodiciottenni che si affacciano alla vita democratica, utilizzabili per l’acquisto di materiale culturale (libri, dvd, ingressi a concerti, teatri, cinema… non è ancora chiaro, ad esempio, se le megaproduzioni hollywoodiane, quelle farcite da effetti speciali per non far calare l’attenzione dell’apprendista elettore, meglio se di fattura Marvel, saranno considerate a tutti gli effetti lievito capace d’incoraggiare la crescita civile e critica dei novizi cittadini consapevoli, nonché la loro attitudine alla pace).

martedì 1 settembre 2015

Il settore terziario: serviti e contenti

In Italia, e più genericamente in tutti i paesi “civili” occidentali, il settore terziario (quello che si riferisce ai servizi) vale oltre il 75% del Pil. Si viaggia quindi, seppur con qualche battuta d’arresto provocata dalla crisi economica incalzante, verso un mondo dominato, in qualsiasi ambito dell’esistenza, da nuove e sempre più professionali baby-sitter. C’è da chiedersi, a tal proposito, se quest’ipertrofia di servizi sia davvero una conquista sociale, di civiltà, morale (“autonomo” e “morale” sono due termini che si escludono a vicenda), o se sia invece una nuova rivisitazione di Blade Runner, che serve forse altri interessi più nascosti e pericolosi.

giovedì 7 maggio 2015

I cittadini addormentati

Quella che abbiamo conosciuto dall’epoca delle “Grandi Rivoluzioni” in avanti, è spesso stata una democrazia spuntata, che teneva maggiormente in considerazione la conservazione del proprio potere e non invece, come sarebbe stato logico sospettare, l'agevolazione verso una crescente considerazione del bene comune (le regole democratiche, a ben vedere, sono semplici escamotages per favorire una parte - partito - a scapito di tutti gli altri cittadini che non "parte-cipano" a quella "particolare" oligarchia).
L'assolutismo democratico, infatti, ha spesso mascherato sotto il velo delle fittizie libertà gl’interessi dei soliti noti, dei potentati, delle lobby, dei grumi di potere e degli status quo acquisiti. Ma quanto ha influito il popolo - diventato nel frattempo cittadino senza saperlo - nel permettere a questi "pochi" di continuare ad esercitare i propri interessi "particolari"?

mercoledì 15 aprile 2015

Il sogno democratico rassomiglia ad un incubo


A furia di raccontare favole per il solo gusto di crederle poi vere, si finisce inesorabilmente per perdere qualsiasi contatto con la realtà. E’ il vizio celato, ma nemmeno troppo bene, dell’occidente, ovvero quello di credersi, per dirla con l’ottuso Fukuyama, “il migliore dei mondi possibili”, e così anche l’unico ammissibile, concepibile, tollerabile, degno, in cui finalmente si è compiuta la suprema volontà dell’uomo: il progresso e la democrazia.

lunedì 24 novembre 2014

Il popolo ad angolo retto e l'informazione democratica

Il cittadino vuole essere informato. Dice che sia un suo diritto, salvo poi non fare nulla, attivamente, per informarsi seriamente. Tutto gli è dovuto! Pasce, giace, ballonzola di convenienza in convenienza, attendendo che le informazioni arrivino a lui, passivamente.
Non rientra nemmeno nel ristretto novero delle smunte idee di cui è capace quella di pensare che debba essere lui, in prima persona, a cercare da sé quelle “importanti” informazioni.

venerdì 16 maggio 2014

Razze, razzismo e differenze



La prefazione de L’anticristo nietzscheano, di fronte all’umanizzazione part-time, facilona, costretta, buona se conviene, portata in trionfo dalla risma d'entusiasti “bananicoli”, pare persino indulgente. Beninteso, qui non si tratta di giustificare l’ingiustificabile, né tantomeno di schierarsi, quantunque allusivamente, a favore delle becere espressioni razziste che qualificano le persone in un conato di stupida appartenenza. Qualche merito, sia pur per difetto e talvolta distorto, ce l’ha pure il culto della ragione.

Assolutismo di Stato e totalitarismo democratico


Si chiama Stato il più gelido di tutti i gelidi mostri. Esso è gelido anche quando mente; e questa menzogna gli striscia fuori di bocca: “Io, lo Stato, sono il popolo
F. W. Nietzsche

Almeno moralmente, la favola sulla nascita dello Stato di hobbesiana memoria, risulta verosimile. Che il bellum omnium contra omnes abbia spinto, per viltà, paura e necessità, i singoli ad unirsi in un corpus comune per pacificare gl’istinti volitivi, sembra qualcosa più di una remota supposizione etica. Ad ogni modo la nascita di uno Stato assoluto, quella che taluni vedono intrinseca alle Signorie italiane del XIV secolo, mentre altri invece rintracciano nell’assolutismo monarchico del XVI secolo, non pare oggi una tematica particolarmente sentita.

mercoledì 30 aprile 2014

Renzi, il prestigiatore


Se è vero che il gattopardismo imperante finisce col giustificare la politica del “fare”, o del “tanto per fare”, evocata implicitamente dallo stakanovista catodico Renzi, questo stesso affaccendarsi, n’importe quoi, pur di smuovere l’immobile culo di pietra della politica italiana, sembra un proposito votato a far danni, allo stesso modo di quelli provocati dal suo opposto modale.

mercoledì 23 aprile 2014

L'indipendentismo veneto e la fine della storia di Fukuyama


L’uomo, misura della storia, sua unica misura.
L. Febvre

Le accuse di a-storicismo e di anacronismo sollevavate da una pletora di suorine progressiste agli irredentisti veneti suonano quasi come un complimento. Il saggio di Francis Fukuyama intitolato The end of history, pubblicato nel 1992, mette il capello sulla questione, tanto da essere diventato ormai l’imprescindibile “bibbia” simil-storicista per tutti coloro che vogliano applicare alla storia le proprie particolari esigenze (benché taluni di loro non sappiano nemmeno della sua esistenza, ma è il loro progresso indottrinato che prevede l’ignoranza quale dominus per poter occupare una posizione di militanza).

venerdì 7 marzo 2014

Re-istituzioni


Novo paron, nova legge.

Il rispetto per le Istituzioni, tanto più in Italia, non ha senso alcuno. Si potrebbe anche concedere a questi novelli idola un qualche alito di deferenza, quella che si conviene alla paura di un’eventuale rivalsa sull’eversore inerme, ma niente più. In tal senso le parole dell’onorevole Boldrini sull’eversione grillina, prese esemplarmente come prototipo del defensor fidei istituzionale, chi le capisce?

venerdì 28 febbraio 2014

La Corte dei Conti impara l'arte e le agenzie di rating la mettono da parte


E’ singolare che il nodo allo stomaco per la disastrata situazione dell’Italia sia venuto, dopo una fiumana di chiacchiere al bromuro, alla Corte dei Conti, che peraltro, oltre a non avere competenze specifiche sul merito dei giudizi espressi dalle agenzie di rating, è però stato l’unico organismo statale che ha sentito l’urgenza di alzare la voce. Un groppo che l’ha spinta a chiedere spiegazioni sulle decisioni circa il declassamento del debito pubblico prese dalle agenzie private Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch.

martedì 25 febbraio 2014

I “democratici” hanno il popolo che si meritano…


Già da un pezzo, da quando non usiamo più vendere i voti, il popolo non si preoccupa più di nulla (...) ora se ne infischia e due cose soltanto desidera ansiosamente: pane e giochi.
Giovenale

Persiste ancora nel “democratico” tout court una “catoniana” convinzione. Un pregiudizio che non viene manifestato smaccatamente, ma che tuttavia sotto sotto, allusivamente ma nemmeno troppo, fa ormai parte del suo corredo antropologico. Da dove attinga tale convinzione non è dato di sapere. Loro si credono migliori della controparte elettorale a priori.
A furia di rappresentarla caricaturalmente, screditandola con presunzione - almeno fino a quando quella “cortesia” non si strozza in gola, ricacciata nello stomaco dalle disfatte elettorali -, hanno ottenuto un risultato opposto all'intenzione. L’elettore “berlusconiano” per costoro è un cittadino di serie B, sempre “a traino” del proprio “pastore”, servile e zelante: una rappresentazione un po’ sbiadita di quel “popolo bue” che ricompare come un’eco dal medioevo.

mercoledì 1 gennaio 2014

La morale canina e Leopardi


Mal comune mezzo gaudio
Mal comune non lo sento
Mal comune non lo vedo

Il bucolico e frizzante mondo premoderno, pur nella sua violenza e nelle sue incomprensibili - per l’uomo moderno - superstizioni, non era un mondo che cercava a tutti i costi la massificazione morale dei costumi. Pur essendo una società di gruppi coesi le mancava la nozione di interesse condiviso o di “bene comune”, se si preferisce, indispensabile per spingere un’idea fino all’ecumene.

venerdì 27 dicembre 2013

Forconi e forchette: la solita Italia


Se è lecita la compassione per la sofferenza e per il dolore, soprattutto da parte di tutti coloro che li hanno sempre interiorizzati, se li sono tenuti per sé fino a quando, evidentemente, la misura non è stata colma, permane tuttavia ancora la maldestra sensazione che il malcontento sociale italiano di questi giorni presti comunque il fianco all’esercizio del cinismo.