Lo annunciava già Nietzsche nella sua
Genealogia della morale, l’”odio nato
dall’impotenza” si manifesta spesso in crudeltà ed efferatezza. I non
privilegiati, risentiti verso la ricchezza e la potenza delle classi apicali,
non sono infatti quasi mai animati da un ideale di giustizia o da alti principi morali,
ma semplicemente dal desiderio di partecipare al godimento di quei privilegi da
cui sono rimasti esclusi. Vorrebbero, insomma, sostituire quegli “ordini” sociali
per fare le stesse cose che nella loro condizione di sudditanza disprezzavano.
Magari assumendo, come spesso accade quando i “poveri” fanno qualche passo in
avanti verso il potere, un atteggiamento ancor più intransigente verso quelli
che sono rimasti indietro.
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venerdì 1 aprile 2016
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