Aristotele
e il suo principio di non contraddizione non hanno mai, evidentemente, fatto
visita al premier Renzi. Come la pletora di parlatori e ventriloqui che si
muovono grottescamente sulla scena politica da anni, anche l’ormai ex rottamatore Renzi sembra aver
imparato bene la lezione della “ragion
di Stato” (non quella machiavellica, bensì quella contemporanea dell'"esclusiva" conservazione del proprio status quo).
Non si capisce infatti come Renzi possa affermare che “fuggire dal dibattito denota mancanza di serietà”, in merito alla
votazione sul disegno di legge costituzionale, e contemporaneamente non andare a votare al referendum abrogativo sulle
trivellazioni in mare. Il voto, evidentemente, piace solo se scontato,
favorevole e compiacente.
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domenica 17 aprile 2016
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