In Italia, e più genericamente in tutti i paesi
“civili” occidentali, il settore terziario (quello che si riferisce ai servizi)
vale oltre il 75% del Pil. Si viaggia quindi, seppur con qualche battuta
d’arresto provocata dalla crisi economica incalzante, verso un mondo dominato,
in qualsiasi ambito dell’esistenza, da nuove e sempre più professionali
baby-sitter. C’è da chiedersi, a tal proposito, se quest’ipertrofia di servizi
sia davvero una conquista sociale, di civiltà, morale (“autonomo” e “morale”
sono due termini che si escludono a vicenda), o se sia invece una nuova
rivisitazione di Blade Runner, che serve forse altri interessi più nascosti e
pericolosi.
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martedì 1 settembre 2015
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