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giovedì 25 febbraio 2016

Testa di chicco

Viviamo ormai in un mondo alla rovescia, ribaltato, irrazionale perché ormai eretto sulla totale mancanza di buon senso logico, e in questo caso anche civico. Dal primo gennaio 2016 è entrata in vigore la nuova tariffa della bolletta elettrica per i clienti domestici proposta dall’Autorità per l’Energia che, di fatto, supera il sistema vigente concepito 40 anni fa basato sulla progressività. Esulta l’ex giovane comunista, ex presidente di Legambiente, ex dirigente Enel, ed ora presidente di Assoelettrica, Chicco Testa (nomen omen?).

lunedì 15 febbraio 2016

A che cosa serve la cultura oggi?

Secondo Pasolini, la cultura di una nazione non coincideva esclusivamente con la cultura delle classi colte, bensì con la media di tutte le “culture” delle diverse classi che ne compongono insieme la società. Il friulano non aveva probabilmente torto, ma ora che la “riorganizzazione e l’omologazione totalitaria del mondo” sta già celebrando i propri trionfi, la cultura non è nemmeno più un argomento d’interesse, nemmeno per quelle sedicenti classi “colte” ed “elitarie” indicate dallo stesso Pasolini. La cultura giusta è una, ed è data, e si revisiona con regolarità ed ordine con la democratica omologazione del mercato!

martedì 1 settembre 2015

Il settore terziario: serviti e contenti

In Italia, e più genericamente in tutti i paesi “civili” occidentali, il settore terziario (quello che si riferisce ai servizi) vale oltre il 75% del Pil. Si viaggia quindi, seppur con qualche battuta d’arresto provocata dalla crisi economica incalzante, verso un mondo dominato, in qualsiasi ambito dell’esistenza, da nuove e sempre più professionali baby-sitter. C’è da chiedersi, a tal proposito, se quest’ipertrofia di servizi sia davvero una conquista sociale, di civiltà, morale (“autonomo” e “morale” sono due termini che si escludono a vicenda), o se sia invece una nuova rivisitazione di Blade Runner, che serve forse altri interessi più nascosti e pericolosi.

venerdì 14 agosto 2015

Nietzsche, nichilismo e trottole

Era il 1876, quando Nietzsche annunciava senza troppi fronzoli ne La gaia scienza la “morte di Dio”. Da quel lontano XIX secolo non ci siamo accontentati di ammazzare esclusivamente la sfera metafisica, ci siamo fatti prendere la mano freddando via via, “progressivamente”, anche ogni valore condiviso, sia morale che culturale. E’ vero, l’idea di Nietzsche e del suo nichilismo attivo, l’atteggiamento nato da quella terribile e disillusoria “verità” ("tutto è caos"), era lungi dall’essere una sbadata dichiarazione di disimpegno, un facile ”affrancamento” da quei vincoli che fungevano da cardini esistenziali, rassicuranti “stelle polari” a cui volgere lo sguardo per trovare un fine e un senso all’esistenza: era al contrario un’amara presa di coscienza, una volitiva accettazione delle “regole del gioco”, un sì alla vita incondizionato, l’opportunità di sostituire quegli dei ormai logori e mortificanti con sé stessi, senza tuttavia mai liberarsi della vita: “se non facciamo della morte di Dio una grande rinuncia e una perpetua vittoria su noi stessi, dovremo pagare questa perdita”.

martedì 19 maggio 2015

La flessibilità del lavoro spiegata da Thomas More


“Il lavoro deve essere flessibile”. Questo sembra essere diventato il nuovo mantra che viene recitato insieme dalle nuove suorine progressiste di tutti gli schieramenti e da tutte le categorie produttive. Nell’epoca post moderna anche il lavoro si fa finalmente, per usare un’espressione cara a Bauman, “liquido”. Il posto fisso, la cui unica virtù era legata quasi esclusivamente alla sicurezza del reddito fisso, non esiste più, e andrà sempre più scomparendo, checché ne dicano proprio quegli stregoni che vorrebbero lucrare sulla crescente precarizzazione.

martedì 12 maggio 2015

Il suddito e il contribuente

Sembra che lo Stato non miri più esclusivamente a creare cittadini sui quali poi avanzare le proprie pretese di Stato, nel tentativo di dare così un senso alla propria autorevolezza istituzionale e alla propria legittimità. Egli non intende più rinvigorire la sua autorità, anzi, quando può, d’accordo con la moda volgare dell’antipolitica incalzante, tende addirittura a screditarsi, rottamando la propria stessa liceità istituzionale.

giovedì 30 aprile 2015

Se lo fa lo Stato è un diritto


La Corte dei diritti umani europea, con un poco rassicurante ritardo, ha stabilito che il blitz delle “forze dell’ordine” alla scuola Diaz nel 2001 “deve essere qualificato come tortura”. L’Europa, seppur quella dei tecnocrati al di sopra di ogni vincolo popolare, condanna quindi l'Italia, ma non lo fa esclusivamente per quell’episodio specifico.

martedì 21 aprile 2015

Nuove regole per andare in pensione: vivere male per morire peggio

L’età pensionabile, dopo l’ormai celebre riforma Fornero, si alza di nuovo. Sale di poco, giusto 4 mesi, grazie all’adeguamento dei requisiti previdenziali all’aspettativa media di vita introdotto da una legge del 2010 che avrà cadenza triennale (Governo Berlusconi). Nel buio periodo medievale, ovviamente, non c’erano assicurazioni, né tantomeno quelle pensioni oggi tanto “care” alle sempre più smunte casse dell’INPS.

mercoledì 15 aprile 2015

Il sogno democratico rassomiglia ad un incubo


A furia di raccontare favole per il solo gusto di crederle poi vere, si finisce inesorabilmente per perdere qualsiasi contatto con la realtà. E’ il vizio celato, ma nemmeno troppo bene, dell’occidente, ovvero quello di credersi, per dirla con l’ottuso Fukuyama, “il migliore dei mondi possibili”, e così anche l’unico ammissibile, concepibile, tollerabile, degno, in cui finalmente si è compiuta la suprema volontà dell’uomo: il progresso e la democrazia.