Secondo Pasolini, la cultura di una
nazione non coincideva esclusivamente con la cultura delle classi colte, bensì
con la media di tutte le “culture” delle diverse classi che ne compongono
insieme la società. Il friulano non aveva probabilmente torto, ma ora che la “riorganizzazione e l’omologazione
totalitaria del mondo” sta già celebrando i propri trionfi, la cultura non
è nemmeno più un argomento d’interesse, nemmeno per quelle sedicenti classi
“colte” ed “elitarie” indicate dallo stesso Pasolini. La cultura giusta è una, ed è data,
e si revisiona con regolarità ed ordine con la democratica omologazione
del mercato!
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lunedì 15 febbraio 2016
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