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giovedì 7 maggio 2015

I cittadini addormentati

Quella che abbiamo conosciuto dall’epoca delle “Grandi Rivoluzioni” in avanti, è spesso stata una democrazia spuntata, che teneva maggiormente in considerazione la conservazione del proprio potere e non invece, come sarebbe stato logico sospettare, l'agevolazione verso una crescente considerazione del bene comune (le regole democratiche, a ben vedere, sono semplici escamotages per favorire una parte - partito - a scapito di tutti gli altri cittadini che non "parte-cipano" a quella "particolare" oligarchia).
L'assolutismo democratico, infatti, ha spesso mascherato sotto il velo delle fittizie libertà gl’interessi dei soliti noti, dei potentati, delle lobby, dei grumi di potere e degli status quo acquisiti. Ma quanto ha influito il popolo - diventato nel frattempo cittadino senza saperlo - nel permettere a questi "pochi" di continuare ad esercitare i propri interessi "particolari"?

venerdì 30 maggio 2014

Se le diseguaglianze erano meno profonde nel Medioevo


E’ curioso trovarsi a fare i conti con la dimostrazione dell’insuccesso delle più nobili tra le idee moderne. E lo è ancor di più perché, accadendo in un’epoca in cui siamo passivamente bombardati da un'infinità indigeribile di input – dai social network ai media convenzionali-, non ha sortito uno stupore pari alla portata della sua testimonianza. Ripresa da ogni latore d’informazione, la notizia che, in Italia, i dieci più ricchi posseggano un patrimonio equivalente a circa 500 mila famiglie, paradossalmente non ha fatto notizia. I dati forniti dal Censis appaiono sconcertanti, se non addirittura drammatici: i dieci italiani più ricchi possono disporre di un patrimonio di circa 75 miliardi di euro, pari a quello di quasi 500 mila famiglie di operai messe insieme (nel mondo le disuguaglianze raggiungono persino picchi imbarazzanti!).