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venerdì 8 luglio 2016

Avvertenza articoli et similia

Il razzismo nella Storia emerge più ferocemente in quelle classi sociali che sentivano il bisogno di giustificare dapprima un potere nascente non ancora sedimentatosi, spesso basato sul denaro e non sui titoli ereditari, e poi per non retrocedere da quello status quo finalmente conquistato e riconosciuto socialmente. E’ il razzismo a tinte “moderne”, portato dalla borghesia professionale e mercantile

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Quel vizio borghese chiamato razzismo

domenica 8 maggio 2016

Guerre di religione e Europa

Era l’ottobre del 732, quando tra Tours e Poitiers si fronteggiarono l’esercito arabo del governatore di Spagna,  Abd al-Rahman, e quello dei Franchi comandato dal maggiordomo di palazzo dei merovingi, Carlo Martello. All’epoca non c’era ancora la filastrocca, recitata oggi ai quattro venti da ogni improvvisata suorina occidentofila, delle guerre di religione. Se ne faceva, casomai, una questione di stretta praticità, di potere politico e militare. Abd al-Rahman venne sconfitto dai Franchi e ricacciato nei suoi domini iberici (al-Andalus).

lunedì 18 aprile 2016

Globalizzazione e immigrazione

Il mondo sembra essere in preda ad una nevrosi collettiva. Dai tecnocrati dietro le quinte che tutto governano, fino ai più modesti bar di provincia, pare che gli uomini abbiano totalmente perso la bussola. In questa dimensione parallela in cui il caos si riprende la giusta rivincita sulla logica deterministica, gl’individui, schizofrenici simulacri in balia degli eventi, non sanno più nemmeno mettere d’accordo loro stessi quando vengono chiamati a dare un giudizio sul rapporto che mantengono col mondo.
E così, superficialmente, posti di fronte al più grande cambiamento degli ultimi decenni, non riescono neanche a capire se la globalizzazione sia effettivamente un bene, come le suorine liberiste hanno sempre spiegato loro, o se sia invece una piaga biblica.

martedì 2 febbraio 2016

Il razzismo dall'ancien règime ad oggi

Il viaggiare per profitto viene incoraggiato; il viaggiare per sopravvivenza viene condannato
Z. Bauman

Il razzismo è diventato un argomento particolarmente spigoloso. Spesso utilizzato da chi si sente in dovere di risolvere concretamente ogni potenziale problema vomitando la bile accumulata per sollevarsi così dalle proprie frustrazioni quotidiane, o da chi sognava di condurre una ruspa da piccolo, esso sta sostituendo il calciomercato quale argomento principe nei bucolici bar sport di provincia (nei migliori si riesce a fondere persino gli argomenti… Obadì, Obadà ed il Presidente di Federcalcio si fa!). Benché se ne parli in ogni talk show, sembra che l’argomento sia diventato paradossalmente un tabù. Non se ne può parlare e tuttavia se ne parla ovunque, basta che lo si faccia però in maniera manichea, eterodiretta, da tifosi militanti.

venerdì 3 luglio 2015

Dal posto al sole al posto in fabbrica


Gli immigrati fanno concorrenza sleale ai lavoratori italiani. O meglio, gl’illuminati imprenditori che li assoldano per due euro all’ora si mettono finalmente al passo con la competizione globale che paga con un pugno di riso la forza lavoro. E il “lavoratore modello” si strugge. Se da una parte non accetterebbe mai, a certe latitudini e almeno per ora, un impiego retribuito pochi spicci all’ora, dall’altra sembra preoccuparsi perché quei lavoratori potrebbero rischiare di togliergli il lavoro. Questo, forse, il suo pensiero votato all'indipendenza: "sfrutta me e non prendere un "baluba" qualsiasi venuto da chissà dove". Ma in fondo non è colpa degli immigrati se la loro condizione di bisogno finirebbe per stuzzicare i desideri di qualche imprenditore che magari accetterebbe volentieri di sottopagare la manodopera pur di stare sul mercato e continuare così a lucrare il lucrabile.

venerdì 26 giugno 2015

Perché le catene sono meglio della libertà?


L’aggressione a un capotreno e a un macchinista alla fermata della stazione di Villapizzone ha sollevato un polverone. Giovedì scorso una pandilla (banda di strada) di salvadoregni ha  aggredito a colpi di machete un capostazione rischiando di fargli perdere un braccio. L’evento, dalle poco vaghe tinte splatter, non è solo l’ennesima occasione per riflettere sullo sgangherato sistema giudiziario italiano o sul pericolo dei nuovi appestati che si ostinano a riversarsi sulle coste del Belpaese anche nel periodo balneare. Ciò che è accaduto a Milano, può essere anche preso esemplarmente come un’ulteriore occasione per riflettere sulle preferenze dell’essere umano. In Italia, atavicamente, siamo troppo impegnati ad azzuffarci tra di noi per accorgerci di cosa capita fuori dai confini patri.