Saranno forse
le rutilanti res gestae del
progresso imperante, sarà forse la coda lunga della stagnante crisi, o
magari invece è solo il gioco del fato che si fa beffe dei mortali… fatto senza
precedenti nel nostro geriatrico Paese, l’aspettativa di vita si abbassa.
Il rapporto “Osservasalute 2015” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore,
oltre a fotografare il solito esercito di over 65, segnala infatti un’imprevista
battuta d’arresto dopo anni di allungamento della speranza di vita media. Per
gli uomini è scesa da 80,3 a 80,1 anni, mentre è passata da 85 a 84,7 per le
più longeve donne (ovvio, ci sono sensibili differenze geografiche, ma
soprattutto, informa la “terzietà” dell’Università, pesano sui dati i regionali
sistemi sanitari, la mancanza di prevenzione e la scarsa adesione alla nuova
coscrizione obbligatoria: la campagna di vaccinazione collettiva).
E qui iniziano
però i primi cortocircuiti e le prime collisioni, almeno di logica spicciola, a
cui ovvia-mente non dà alcuna risposta lo scientista rapporto di “Osservasalute 2015”.
La prima fulminea
considerazione vale una pernacchia all’Inps.