E’ bizzarra la genesi dei miti. Un po’
come per la nascita degli dei e delle cosmogonie, e di ogni idolum in generale, essi sembrano
generarsi dalla volontà di dare un senso alle mancanze, per colmare un bisogno
impellente, quello di giustificare anzitutto la
propria pochezza. Il confronto coi miti, infatti, a differenza di quello cogli
uomini e con la contingente realtà, non spaventa, in fondo ci fa
semplicemente sentire meno piccoli di ciò che siamo. Anche il mito Newton,
quello che, dopo Copernico, Keplero, ed il “nostro” Galilei, ha portato a
maturazione il processo scientifico seicentesco, non sembra fare eccezione.
In
realtà, volendo essere un tantino più disillusi e cinici, non è chiara nemmeno
la portata del suo contributo “scientifico”, né tantomeno l’alone di rispetto e
la sacralità che lo hanno accompagnato, sino a diventare, oggi, uno dei geni
più luminosi della scienza imperante.
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mercoledì 11 febbraio 2015
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