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lunedì 26 gennaio 2015

Lavoratori furbi e uomini etici

E’ curioso vedere come si azzuffano tra loro i lavoratori. Anche quando una parte ha manifestamente ragione, non fa nulla per ottenerla. Un po’ come la Batracomiomachia di omerica memoria, la comica guerra tra i topi e le rane, si scornano per stabilire chi è il primo della classe, quasi una sorta di gara a chi lavora di più. 
Alla faccia di qualsiasi impossibile solidarietà di “classe”, questo zuffa tra poveri ha scritto forse oggi un nuovo capitolo della propria saga millenaria, grazie anche allo scandalo capitolino sull’assenteismo dei vigili urbani il giorno di capodanno.

martedì 21 ottobre 2014

La morale del guazzabuglio plebeo

La vita è una sorgente di piacere; ma dove si abbevera anche la plebaglia, là tutte le fonti sono avvelenate. 
F.W. Nietzsche

A fronte di una crescente uguaglianza e sicurezza, la società contemporanea chiede in cambio il sacrificio di ogni fisiologico principio individuale, sino all’erosione della stessa identità singolare. Sapere chi sei, senza aver bisogno di conoscerlo dal placet dell’opinione “sociale” (secondo il rentier Schopenhauer infatti: “ciò che conta è quello che gli altri pensano di noi”), non è esclusivamente una semplice questione filosofica, buona per qualche poco pratico acchiappanuvole.

giovedì 31 luglio 2014

Divagazioni su Nietzsche e "idee moderne": la logica

La logica


Ci sono menti schematiche, menti che ritengono più vero un complesso di pensieri, quando lo si può fare aderire a schemi o tavole di  categorie precedentemente tracciati (…) Ma il pregiudizio fondamentale è che l’ordine, la perspicuità, la sistematicità debbano inerire al vero essere delle cose, mentre il disordine, il caos, l’insondabilità deriverebbero solo da un mondo falso o incompletamente conosciuto.
F. W. Nietzsche

La logica, o il “ben dedurre” se si preferisce, sono gli scontati strumenti attraverso cui l’uomo, assoggettando l’esistente, ha conosciuto una progressiva liberazione dallo stato d’indigenza, materiale ed anche intellettivo, che lo ha accompagnato durante tutto l’ancien régime. La sua “potenza”, beninteso, una “potenza” che l’uomo stesso, interessatamente, ha voluto porre in tale procedimento intellettivo, risiede paradossalmente nella “superstizione” che attraverso il “metodo logico-razionale” si possa giungere ad una qualche assoluta finalità, ove ogni “fine” manifesta anzitutto un bisogno esistenziale che voleva essere colto: ancora una volta la volontà d’autoillusione nichilista che, presupponendo una “verità ultima”, pregiudica ogni “mezzo” per poter strumentalmente dare una “risposta” all’apparente precarietà della vita. Alla propria miseria esistenziale.  

mercoledì 23 luglio 2014

Divagazioni su Nietzsche e “idee moderne”: un'introduzione

Un’introduzione

Ma solo l’uomo è a sé pesante da portare! E ciò perché trascina sulle spalle troppe cose estranee. Come il cammello, si inginocchia e si lascia ben caricare.
F. W. Nietzsche

Qualche volontà poco pugnace storcerà probabilmente il naso. Per costoro, d'altronde, la polemica sembra essere “buona” solo se è costruttiva. In realtà, come Eraclito sapeva più di un paio di millenni fa, essa è del tutto neutra. Il polemos infatti, a prescindere da qualsiasi necessità che voglia trovare dietro ad ogni parvenza un valore para-morale solo per trascendersi in umanità, è semplicemente “il padre di tutte le cose”, una sorta di àpeiron anassimadreo, un indefinito da cui tutto nasce.

martedì 12 novembre 2013

...tanto per fare


“Neg-otium” dice che il principio era l’”otium”. Avversarlo così aggressivamente significa forse sentirne a tal punto il peso da volersi infine distrarre da esso?

C’è un mondo che ripone il proprio senso nelle parole d’ordine. L’ordine infatti, come tutto ciò che viene calato dall’alto, non va pensato. Un ordine non chiede il permesso, né tantomeno l’approvazione, lo si esegue senza tante manfrine. Snell!