Sul Pil in quanto indicatore, non solo del sedicente
benessere a cui qualcuno vorrebbe ricondurlo, ma anche come termometro
dogmatico sullo stato di salute delle economie, se ne sono dette di tutti i
colori.
Eppure, i suoi tanti detrattori, spesso economisti
correi di aver demandato al freddo ed asettico dato il compito di misurare i
destini dell’umanità intera, non hanno mai voluto (per conservarsi nel proprio
ruolo di economisti) vedere la demenziale astrazione economica per quello che è
realmente: il tentativo di rinchiudere lo scindibile sotto la rassicurante
protezione delle formule scientifiche, per rendere ogni cosa finalmente
con-prensibile, univoca, fissa, controllabile, che non fa paura.