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lunedì 4 aprile 2016

Le metropoli e la vita dello spirito: da Simmel ai centri commerciali

La modernità è l’epoca in cui il mutamento si fa norma e tutto ciò che è solido si dissolve nell’aria.
G. Simmel

La metropoli non è una dimensione abitativa spersonalizzante, né una gelida città senza confini. La metropoli è piuttosto uno stato metafisico che ha assorbito lo spirito dell’uomo sino a renderlo apolide: senza una patria esistenziale a cui riferirsi come abitante, è ridotto a confondersi anonimamente nella vastità silenziosa di una sterminata folla di uomini e di prodotti.   
Un po’come L’uomo della folla narrato da Poe aspira a tutti i germi e ad ogni effluvio della vita per curiosità, oggi persino quel desiderio di cosmopolitismo viene a mancare, stritolato da una velocità che non permette nemmeno più di contemplare l’informe folla spersonalizzata dalla vetrina di un café parigino.

mercoledì 10 febbraio 2016

Bourget e decadenza: come capire la filosofia della crisi

Chi non vede più connessioni, più alcuna traccia di un sistema, può ancora procedere solo per episodi
G. Benn

Paul Bourget, sul finire del XIX secolo, descrisse la transizione “stilistica” che dal tardo romanticismo francese alla modernità ha interessato il progresso del “genere letterario”, e vide in quelle tendenze che vanno via via plasmando la letteratura decadentista (quelle di cui Nietzsche ebbe a dire: “stili della decadenza: la frase singola diventa sovrana, la subordinazione e coordinazione diventa causale. Bourget”), il riflesso delle trasformazioni che stanno riguardando l’intero corpus della società.

domenica 16 novembre 2014

Carige, l’altra Mps e il Banco di San Giorgio


Gli stress test valutativi condotti dalla "neutrale" BCE bocciano Banca Carige e Mps. Carige, nella fattispecie, mostrerebbe una carenza di capitale valutata in 814 milioni di Euro. Non sono chiari, per essere sommessi, i criteri di queste indagini imposte dall’Europa, dato che, almeno nelle simulazioni condotte dagli specialisti, la previsione dei conti sull’esercizio di bilancio 2013 avevano permesso a Carige di raggiunge la soglia minima di "promozione" prevista dall’indice Core Tier 1 (“valore composto dal capitale azionario e riserve di bilancio provenienti da utili non distribuiti al netto delle imposte”).

venerdì 16 maggio 2014

Assolutismo di Stato e totalitarismo democratico


Si chiama Stato il più gelido di tutti i gelidi mostri. Esso è gelido anche quando mente; e questa menzogna gli striscia fuori di bocca: “Io, lo Stato, sono il popolo
F. W. Nietzsche

Almeno moralmente, la favola sulla nascita dello Stato di hobbesiana memoria, risulta verosimile. Che il bellum omnium contra omnes abbia spinto, per viltà, paura e necessità, i singoli ad unirsi in un corpus comune per pacificare gl’istinti volitivi, sembra qualcosa più di una remota supposizione etica. Ad ogni modo la nascita di uno Stato assoluto, quella che taluni vedono intrinseca alle Signorie italiane del XIV secolo, mentre altri invece rintracciano nell’assolutismo monarchico del XVI secolo, non pare oggi una tematica particolarmente sentita.

martedì 18 marzo 2014

Un’eu-demonia moderna


Non vi auguro troppa felicità, vi verrebbe a noia.
F. Dostoevskij

La modernità sopravvive a sé stessa perché bara al gioco di cui ha peraltro sancito le regole. Essa ha bisogno di formalizzare in una regola ogni cosa che sfugge ancora al suo controllo (la previsione ne è l'ultima pretesa metodologica), intangibile e singolare, ché tutto ciò che è passibile di misurazione può essere infatti conosciuto e pertanto sottoposto a leggi e schemi razionali. La ricetta per ogni controllo della paura non è forse quella di illuminare l’ignoto per poterlo porre sotto il nostro occhio vigile - lo sguardo galileiano dell’”es-perimento” -?

mercoledì 12 febbraio 2014

Debito e ricchezza dell'Italia e della Germania


C’è chi vorrebbe sottoporre l’Italia alle stucchevoli tradizioni americaniote dell’inno a colazione e degli svolazzamenti di bandiere, altri ammirano invece l’unità di spirito del popolo francese, corroborata, dicono alcuni, anche dalle ambigue vicende della Rivoluzione (dimenticandosi la Bretagna, la Vandea e la Corsica) o il senso, quasi morale, dell’onestà e del doverismo teutonici.
In tal senso però, ha probabilmente ragione Philippe Daverio quando ammette che gl’italiani sono il popolo del melodramma. Surreali ed inverosimili come le pellicole di Fellini, ma al contempo così desiderosi di trovare una parte netta, una macchietta manichea su cui posare la propria sfuggevole contraddittorietà per darle infine un senso, o un nobile valore condiviso su cui far riposare la propria fisiologica individualità: quella tanto vituperata che ha però il merito di trascendere ogni qualsivoglia artificiale senso civico, per ricondurre ogni “buona socialità” alla propria coscienza (gli unici che travestono il roussoiano amor sui in amor proprio, mentre altri popoli preferiscono il contrario).

giovedì 9 gennaio 2014

La coltura dei geni e i minus habens


  
Pare ormai un dato di fatto. - Che il minus habens abbia bisogno del genio quasi fosse una medicina per curare i sintomi di un’indisposizione - non è un pessimo slogan da sventolare sotto il naso di qualche “citazionista” domenicale, bensì una fenomenologia che poggia le proprie sensazioni, seppur molto esilmente, in quel che Braudel chiamava a suo modo -histoire événementielle-.
Un qualsiasi discorso sull’uomo di genio e sulle sue supposte facoltà, oggi, non potrebbe che prendere le mosse da colui che nell’immaginario collettivo ne è divenuto il simbolo. 
Steve Jobs, ovvero il genio “compreso” che allineandosi all’umanità celebra sé stesso sottoponendosi ad essa.

mercoledì 1 gennaio 2014

La morale canina e Leopardi


Mal comune mezzo gaudio
Mal comune non lo sento
Mal comune non lo vedo

Il bucolico e frizzante mondo premoderno, pur nella sua violenza e nelle sue incomprensibili - per l’uomo moderno - superstizioni, non era un mondo che cercava a tutti i costi la massificazione morale dei costumi. Pur essendo una società di gruppi coesi le mancava la nozione di interesse condiviso o di “bene comune”, se si preferisce, indispensabile per spingere un’idea fino all’ecumene.

mercoledì 4 dicembre 2013

“Internient”: la filosofia del web e il nulla


Così abbiamo ognuno guardato con ansia il silenzio dell’altro.
R. M. Rilke

Conosco i pericoli e le contraddizioni a cui mi espone questo divertissement critico. Eppure talvolta vale anche la pena di fare una brutta figura, come un fanciullo vivace che non si cura delle ammonizioni dei grandi e continua stupidamente a bruciarsi pur avendo già conosciuto le qualità di quel fuoco ammaliante.

mercoledì 13 novembre 2013

La doppia morale delle ”personae”


I moralisti sono persone che rinunciano ad ogni piacere eccetto quello di immischiarsi nei piaceri altrui.
B. Russell

Ho sempre avuto l’allergia delle persone perbene! Anche quando si accostano circospette cogli occhi fradici e bovini, gonfi di pudico entusiasmo, indossando il loro volto più affabile e le gengive si accartocciano nello schiumare di un languore che gocciola una lode solforosa, mi ritraggo nel mio prurito e mi lascio per un attimo attraversare. Non c’è verso… anche solo sfiorandoti, questi "morali" bonhommes riescono a stimolare la vergogna.