L’Istat
sembra certificare come la crisi abbia notevolmente dilatato la forbice tra i
cosiddetti ricchi e i poveri. Ogni “crisi” infatti, colpendo trasversalmente senza
alcuna eccezione, avvicina nelle “sfighe” livellando le necessità (resistono
ovviamente i soliti intoccabili, ma sembrano risibili, almeno dal punto di vista
numerico). Essa, come la vista di ogni terrorizzante baratro consiglia di fare
un passo indietro per conservarsi sani e salvi, spinge così alla ricerca di una
comune soluzione il lavoratore salariato e il datore di lavoro. Quell’uomo, tuttavia, vi reagisce con la consapevolezza del “ragioniere”: quando le cose vanno male e
gli interessi personali cominciano ad essere intaccati sino ad erodersi
lentamente, pare che entrambe le categorie “produttive” siano, almeno
potenzialmente, bendisposte a rinunciare ad un qualcosa di sé pur di recuperare
quel “benessere di silicone” che vedono progressivamente allontanarsi.
Visualizzazione post con etichetta patto imprenditori lavoratori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta patto imprenditori lavoratori. Mostra tutti i post
domenica 14 giugno 2015
Iscriviti a:
Post (Atom)
Proudhon, contro l’Unità d’ItaliaSembra che ci sia tutto un popolo che fornica con la retorica e con la gamba ferita del padre della patria Garibaldi , ma forse, prosciuga...
|