nel nobile la persona volgare
disprezza l’irragionevolezza o ragionevolezza stravagante della passione,
soprattutto quando è indirizzata su oggetti il quale valore le pare totalmente
fantastico e arbitrario.
F. W. Nietzsche
E infatti la sconfitta e la vittoria, o
il successo se si preferisce, non possono essere due unità di misura “serie”. Persino
nelle competizioni sportive che, giocoforza, debbono piegarsi al volere del
risultato, esistono esempi lampanti di come la sconfitta sia solo una delle
tante discriminanti per l’uomo che voglia davvero interrogarsi sull’uomo (vedi,
ad esempio, l’”aristocratica” nazionale brasiliana ai mondiali del
1982).