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giovedì 31 luglio 2014

Divagazioni su Nietzsche e "idee moderne": la logica

La logica


Ci sono menti schematiche, menti che ritengono più vero un complesso di pensieri, quando lo si può fare aderire a schemi o tavole di  categorie precedentemente tracciati (…) Ma il pregiudizio fondamentale è che l’ordine, la perspicuità, la sistematicità debbano inerire al vero essere delle cose, mentre il disordine, il caos, l’insondabilità deriverebbero solo da un mondo falso o incompletamente conosciuto.
F. W. Nietzsche

La logica, o il “ben dedurre” se si preferisce, sono gli scontati strumenti attraverso cui l’uomo, assoggettando l’esistente, ha conosciuto una progressiva liberazione dallo stato d’indigenza, materiale ed anche intellettivo, che lo ha accompagnato durante tutto l’ancien régime. La sua “potenza”, beninteso, una “potenza” che l’uomo stesso, interessatamente, ha voluto porre in tale procedimento intellettivo, risiede paradossalmente nella “superstizione” che attraverso il “metodo logico-razionale” si possa giungere ad una qualche assoluta finalità, ove ogni “fine” manifesta anzitutto un bisogno esistenziale che voleva essere colto: ancora una volta la volontà d’autoillusione nichilista che, presupponendo una “verità ultima”, pregiudica ogni “mezzo” per poter strumentalmente dare una “risposta” all’apparente precarietà della vita. Alla propria miseria esistenziale.  

venerdì 16 maggio 2014

Razze, razzismo e differenze



La prefazione de L’anticristo nietzscheano, di fronte all’umanizzazione part-time, facilona, costretta, buona se conviene, portata in trionfo dalla risma d'entusiasti “bananicoli”, pare persino indulgente. Beninteso, qui non si tratta di giustificare l’ingiustificabile, né tantomeno di schierarsi, quantunque allusivamente, a favore delle becere espressioni razziste che qualificano le persone in un conato di stupida appartenenza. Qualche merito, sia pur per difetto e talvolta distorto, ce l’ha pure il culto della ragione.

giovedì 14 novembre 2013

L'uomo di fede e i sonni pontefici


L’uomo di fede, il “credente” di ogni specie, è necessariamente un uomo dipendente (…) ogni specie di fede è, per se stessa, un’espressione di spersonalizzazione, di autoalienazione…
F. W. Nietzsche

Lo ammetto. Alcuni papi hanno esercitato sul sottoscritto, a mo’ di quella “fosforescenza del male” di baudelaireiana memoria, un fascino distratto.