Mentre l’insegnante allineato, “good”,
quello già fisiologicamente ammannito alla “buona scuola”, s’indigna sui
social perché si sente fregato quando spende su Amazon il bonus da 500 Euro
gentilmente erogato dal Governo (il denaro, pure a scuola, è diventato una cosa seria, a cui gli alunni devono
essere educati da professionisti certificati: “non si può sapere il prezzo dei
prodotti in anticipo e devo pure integrare la prebenda con soldi mmmiei”),
l’insegnante “cattivo”, che se ne sbatte del portafoglio inturgidito e della "renovatio squolastica", bada
invece a questioni meno pratiche.
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lunedì 27 febbraio 2017
venerdì 18 novembre 2016
La squola che squadra fa scuadra
Ormai è stata ampiamente sdoganata anche
l’ultima improduttiva roccaforte degli acchiappanuvole col vizio dell’umanità. Lo dice Poletti, lo dicono il Miur e i maggiori esperti di
didattica, lo dice la politica all’unisono, lo desiderano le aziende e lo vogliono persino i più responsabili tra
i genitori e i più avveduti tra gli studenti.
lunedì 23 maggio 2016
Pavlov, il pedagogista
Anche quest’anno è tempo di quiz. Da noi
si fanno nel periodo scolastico e non, come sarebbe invece logico supporre,
sotto all’ombrellone agostano. Le prove Invalsi (predisposte dall’Istituto nazionale per la
valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione) sono cominciate
il 12 maggio, coinvolgendo gli studenti del biennio delle superiori. Il format del quiz show prevede tre diverse parti: la
prova di italiano (comprensione del testo), quella di matematica (una trentina
di domande di algebra, geometria, logica… spesso ambigue, ma d’altronde i
matematici sono fisiologicamente incapaci sul piano logico, per non parlare poi
dell’esposizione sgrammaticata dei quesiti) e il finale questionario dello
studente.
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giovedì 12 maggio 2016
Analfabeti e contenti
D’accordo, i
dati e l’oggettività che ogni cosa vorrebbero con-prendere, sono quelli che
sono. Ma per fortuna sta velocemente arrivando l’estate, e al sudoku da
bagnasciuga ho sempre preferito la lettura di qualche ricerca fatta dall’organizzazione
scientista di turno.
Questa ricerca
potrà forse sorprendere tutti coloro che, anche solo per desiderio
antropologico, non frequentano le moderne agorà della “plattanza” civile e democratica. Ma la verità, lo
dicono addirittura i numeri, è che viviamo in un mondo di analfabeti
strutturali: l’incapacità di utilizzare in modo corretto le abilità di
lettura, scrittura e calcolo, nelle situazioni di tutti i giorni.
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