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mercoledì 14 settembre 2016

L'Italia è una colonia d'insipienti in vacanza

Dai soliti fascistini e festoni che, a discapito di ogni italianità, amano sino al crepacuore il forte Stato nazionale, ai maggiordomi della convenienza, è tutta una cagnara appassionata di ululati alla luna e lamenti. L’indignazione per quei cattivoni democratici che non sembrano aver ancora dimenticato la dottrina Monroe è corale e trasversale: il mondo è il parco giochi statunitense, i paesi amici sono colonie estive per i capricci imperiali e le incursioni diplomatiche di lor signori, ché i sudditi minorenni abbisognano ancora della mano protettiva di una guida autorevole.
Apriti cielo! Dopo l’infelice endorsement di Obama sulla Brexit, anche l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Phillips, sente l’urgenza d’intervenire a gamba tesa sulla politica di uno Stato sovrano.

domenica 17 aprile 2016

Voto o astensione? Le inquietudini del “giovine” Renzi

Aristotele e il suo principio di non contraddizione non hanno mai, evidentemente, fatto visita al premier Renzi. Come la pletora di parlatori e ventriloqui che si muovono grottescamente sulla scena politica da anni, anche l’ormai ex rottamatore Renzi sembra aver imparato bene la lezione della  “ragion di Stato” (non quella machiavellica, bensì quella contemporanea dell'"esclusiva" conservazione del proprio status quo). Non si capisce infatti come Renzi possa affermare che “fuggire dal dibattito denota mancanza di serietà”, in merito alla votazione sul disegno di legge costituzionale, e contemporaneamente non andare a votare al referendum abrogativo sulle trivellazioni in mare. Il voto, evidentemente, piace solo se scontato, favorevole e compiacente.

lunedì 8 febbraio 2016

Il Pil cresce e la disoccupazione cala: le mezze palle del Governo e della scienza

Non c’è bisogno di essere un pentastellato o un invidioso gufo per sbottare alle trionfalistiche dichiarazioni del “giovine” Governo democratico. Se aveva ragione quel nobile di Talleyrand, che del trasformismo fu primo esempio e maestro, quando diceva che: “in fondo la politica non è altro che un certo modo di agitare il popolo prima dell’uso”, allora sarà facile comprendere che per indignarsi di fronte alle res gestae di un Governo non eletto basta semplicemente non volersi fare prendere per il culo. E’ pur vero che, per parafrasare Weber, il politico è un uomo che vive di parole. E’ un parlatore di professione, seppur scadente, come richiedono i tempi moderni: oggi meglio twittare, concisamente e chiaramente, tanto per non obbligare il consapevole cittadino medio a dover pensare con la propria testa. E così, nella progressista democrazia del social-marketing e del “tanto per fare”, sembra si stia addirittura approfittando della beata sonnolenza del popolo a colpi di tweet e di Leopolde.

lunedì 15 dicembre 2014

La sinistra dei sinistri

Non è affatto facile riuscire a contenere ciò che vorrebbe essere contenitore. Non è nemmeno impresa semplice tentare di definire, tra camaleontismi e opportunismi, la storia della politica di sinistra (ammesso che ve ne sia una).

venerdì 23 maggio 2014

L'imbroglio dell'economia reale: debitori e creditori

Il nuovo uomo della provvidenza e Primo ministro Matteo Renzi, non sta fermo neanche un secondo. Pare si stia dando un gran da fare, tra le altre cose, pure a rassicurare i mercati e i commissari che non mancano di ricordargli, appena mette un piede fuori dal suolo patrio, che bisogna “tenere i conti in ordine”. Glielo ricorda apoditticamente, tra gli altri, pure il Commissario europeo Oli Rehn: “rispetti i patti dopo gli annunci”.

mercoledì 30 aprile 2014

Renzi, il prestigiatore


Se è vero che il gattopardismo imperante finisce col giustificare la politica del “fare”, o del “tanto per fare”, evocata implicitamente dallo stakanovista catodico Renzi, questo stesso affaccendarsi, n’importe quoi, pur di smuovere l’immobile culo di pietra della politica italiana, sembra un proposito votato a far danni, allo stesso modo di quelli provocati dal suo opposto modale.

martedì 15 aprile 2014

La politica del marketing e il popolo che l’ha in-sediata


Come un’ossessione che torna a ricordarti la tua patologia, come un rigurgito che trasale di tanto in tanto, quando vieni colto dalla compulsiva noluntas di accendere il televisore per occultare l’autocoscienza, Berlusconi ritorna a far capolino tra le cronache del Belpaese.
Niente da fare per la sua pletora di legali. Il tentativo di bloccare il passaggio in giudicato della pena accessoria all’interdizione per due anni dai pubblici uffici, a causa della condanna nel processo Mediaset, non viene accolto dalla Cassazione.