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giovedì 12 marzo 2015

Moralisti a stelle e strisce

Spendere è molto più americano di pensare
Andy Warhol 

La morale a stelle e strisce pare rifarsi a rigidi schemi di comportamento. D’accordo col calvinismo da cui hanno sviluppato il loro inscalfibile imperio, sembrano aver conservato ancora oggi il loro fondamentalismo democratico.
Una democrazia talmente infallibile e sicura, quella statunitense, da mettere a fondamento dei diritti di ognuno il credo nell’autodifesa violenta (così è meglio che anche Dio ci pensi bene prima di cambiare eventualmente il proprio popolo prediletto. Chissà, è forse in questa corsa alle garanzie se, in tema di popolo prescelto, i puritani hanno ben pensato di ospitare la comunità ebraica più potente e numerosa).

martedì 10 marzo 2015

Calvino globale: la “testa rotonda” del numero uno

La tendenza generale del mondo è quella di fare della mediocrità la potenza dominante.
J. S. Mill

Gli Stati Uniti sono un paese bizzarro, talmente strampalato che qualsiasi tentativo d’interpretarne l’indole profonda potrebbe persino risultare stucchevole. Nascono grazie all’eterogenea e costante immigrazione europea, quella fatta da uomini che spesso in Europa non trovavano più spazio per esercitare la propria ambigua idea di “libertà”: puritani, evangelisti, presbiteriani, quaccheri, mormoni, battisti e calvinisti. Questi nuovi pylgrim, costretti a fuggire dalle terre natie proprio in virtù di quell’incompatibilità d’ideali e pratiche, perlopiù religiose, portarono sulla nuova Terra Promessa anzitutto la devozione a quei comandamenti morali. Gli stessi cardini etici che fecero nascere e poi sviluppare l’“autentica” e “sacra” idea di libertà che ha fondato, almeno nei presupposti, l’odierna american way of life, quella che vuole altruisticamente fare proseliti, evangelizzare, anche attraverso l’uso “giustificato” della forza militare.